Grasso è bello…. ma le cose cambiano

Essere “grassi” nei tempi antichi era considerato un “lusso”: solo i ricchi potevano permetterselo. Ancora oggi la mentalità delle generazioni degli anni ’30 e ’40 è figlia di questa interpretazione: “grasso è bello”, per citare un celebre musical. Ebbene, grasso sì… ma non troppo: oggi l’obesità è diventata una malattia dai numeri tanto preoccupanti da essere considerata una “piaga sociale”. Con questa definizione si vuole sottolineare non solo la vastità di persone che ne sono colpite, ma anche tutto ciò che ne consegue.

Si “celebra” oggi l’Obesity Day la giornata contro le calorie di troppo dovute a cattive abitudini alimentari, figlie della società dei consumi, delle sovrapproduzioni e del marketing che riguarda i paesi occidentali. L’attenzione è puntata sulle conseguenze dei comportamenti  errati in ambito alimentare  che interessano il settore sanitario, sociale ed economico.

Gli italiani adulti in sovrappeso o obesi rappresentano quasi la metà della popolazione (46 per cento) e il loro numero è aumentato del 10 per cento negli ultimi venti anni.  I motivi sono da ricercare nell’abbandono dei principi base della dieta mediterranea con il consumo di frutta e verdura per famiglia che si è ridotto di 10 chili negli ultimi dieci anni . L’aumento della vita sedentaria è l’altra causa dell’obesità le cui conseguenze sono  responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione europea poiché l’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro.

Sempre più spesso si sostituisce al termine obesità (obesity, in inglese) quello di globesity, ovvero obesità globale. Nonostante ciò i suoi sintomi ed effetti sono molto spesso sottovalutati e non affrontati fin dalle origini. L’obesità viene genericamente definita in base all’Indice di Massa Corporea (IMC o BMI): si è obesi se questo valore risulta maggiore di 30 Kg/m2;

Il termine Dieta da l greco DìAITA= regime, stile di vita è sinonimo di alimentazione corretta, sana ed equilibrata. Alimentarsi correttamente vuol dire adottare una dieta che sia in grado di soddisfare i bisogni fisiologici dell’organismo (sia di energia sia di nutrienti) dal punto di vista qualitativo e quantitativo.

La dieta ottimale oltre a soddisfare le esigenze fisiologiche dell’organismo si armonizza con la sfera psicologica e relazionale appagando i sensi, aderendo alla tradizione del territorio, adeguandosi al ritmo vitale. La dieta ideale è personalizzata. Essa va impostata  in base a vari parametri.:  l’età, il sesso, il peso, il tipo di lavoro svolto, lo stato fisiologico, le condizioni di salute, il fabbisogno fisiologico e nutrizionale. Non è possibile adottare un sistema di massa valido per qualsiasi individuo.

Quando si parla di dieta equilibrata non si può far altro che pensare alla nostra dieta mediterranea. Essa rappresenta un insieme di  competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola includendo  le colture, la raccolta, la pesca , la raccolta la conservazione , prepazione, trasformazione, e soprattutto il consumo di olio, pane, ortaggi, frutti della terra, ma anche latticini, carne e pesce.

Studi clinici, anni di valutazione ne hanno confermato e consolidato la validità scientifica di un alimentazione basata su questi principi. E’ l’unico modello che conserva la sua validità nel tempo. Nel novembre 2010  la dieta medi terrea è stata dichiarata dall’Unesco “ patrimonio immateriale dell’umanità”.

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