LA DIETA GIUSTA PER DIFENDERSI DALL’INFLUENZA

4 milioni e mezzo di italiani colpiti dall’influenza quest’inverno – Molti i casi con sindromi gastroenteriche – In uno studio dell’Osservatorio l’alimentazione sbagliata dei bambini

(Milano, 18 Marzo 2013) – Una buona alimentazione può aiutare nella difesa contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario e diminuendo i sintomi gastrointestinali causati dall’influenza. Lo conferma uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano che arriva in un momento in cui, ormai alla fine dell’inverno, si tirano le somme dell’incidenza dell’influenza, che quest’anno ha colpito 4 milioni e mezzo di italiani. I dati, pubblicati dal Ministero della Sanità, si riferiscono a tutto l’inverno 2012/2013 e segnalano che ancora nella prima settimana di marzo i casi di influenza sono stati mezzo milione.

Lo studio dell’Osservatorio, che ha analizzato le abitudini alimentari di circa 6.000 individui valutando tre fasce d’età (1-4 anni, 5-14 e 15-64 anni), rivela che le abitudini alimentari dei più piccoli differiscono molto dalle abitudini alimentari dei ragazzi più grandi e degli adulti. La fascia più colpita dall’influenza è quella dei bambini più piccoli (più di 22 casi su mille), ma lo studio riferisce che i bambini da 1 a 4 anni mangiano poca verdura ed introducono basse quantità di micronutrienti, i quali potrebbero servire a migliorare l’azione antiinfiammatoria e ad aumentare le difese immunitarie.

Circa il 70% degli intervistati consuma agrumi nel periodo invernale, ma tra 1 e 4 anni la quantità giornaliera introdotta è significativamente più bassa rispetto alle altre fasce d’età. La stessa osservazione vale per quasi tutta la frutta, consumata mediamente dall’ 80% della popolazione campione. Per quanto riguarda la verdura i dati sono ancora più eclatanti: solo il 60% dei bambini la consuma e la quantità giornaliera aumenta con l’aumentare dell’età, passando quasi al doppio in età compresa fra 15-64 anni. Ne sono esempio cavolfiore, cavoli, broccoli, verza e pomodori, che passano da un consumo medio di circa 30-35g/die (1-4 anni) a 65-70g/die (15-64 anni), mentre le carote passano da 19g a 27g al giorno, rispettivamente, nelle stesse fasce d’età.

Questo dato si conferma quando andiamo a valutare l’assunzione di vitamine: l’acido ascorbico passa da 84 mg al giorno, nei bambini da1 a 4 anni, a 140 mg nella fascia 15-64 anni; l’acido folico passa da 200 µg a 400 µg al giorno, rispettivamente, nelle due fasce d’età. La quantità assunta giornalmente  di molte sostanze considerate ad azione antiinfiammatoria come licopene, betacarotene, polifenoli e flavonoidi, raddoppia all’aumentare dell’età degli intervistati. In particolare, lo zinco passa da 9,1 mg al giorno sino a 13 mg (5-14 anni)  e a 15 mg dopo i 15 anni.

Secondo gli esperti dell’Osservatorio, forse non si può affermare con certezza assoluta che i bambini si ammalano di più perché introducono meno frutta, verdura e nutrienti protettivi, rispetto agli adulti, ma certamente vanno sensibilizzate le mamme ad alimentare  più correttamente i bambini, avvicinandosi alle indicazioni di una dieta sana ed equilibrata.

 “In presenza di sintomi influenzali, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, è fondamentale seguire una dieta specifica – spiega la dottoressa Michela Barichella del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano eresponsabile della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica  ICP di Milano – L’alimentazione, infatti, è fondamentale nel trattamento e nella prevenzione di molte malattie. Un’alimentazione corretta ed equilibrata, ogni giorno e per tutto l’anno, migliora le difese immunitarie, per questo motivo è fondamentale introdurre vitamine con frutta e verdura, utilizzare latte fermentato e yogurt per introdurre fermenti lattici vivi e soddisfare tutti gli apporti calorici con la giusta combinazione di macro e micronutrienti”.

L’influenza si può manifestare in diversi modi, ed uno dei più frequenti è rappresentato dalle sindromi gastroenteriche che necessitano di un intervento nutrizionale appropriato, per ripristinare la normale funzionalità intestinale e garantire un apporto nutrizionale adeguato sia in termini di idratazione sia di macro e micronutrienti.

“I virus influenzali che colpiscono il tratto gastroenterico alterano la funzione della mucosa intestinale e probabilmente la flora batterica, provocando vari sintomi dalla diarrea al vomito, con la conseguente perdita di liquidi – spiega il Prof. Davide Festi del Comitato scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, gastroenterologo e Direttore della Scuola di specializzazione in gastroenterologia dell’Università di Bologna – È quindi importante ripristinare in breve tempo l’equilibrio idro-elettrolitico con il reintegro di liquidi e sali evitando o limitando bevande come il caffè”.

“Nella fase acuta – aggiunge Festi –  l’alimentazione dovrà essere a ridotto contenuto di fibre e priva di lattosio, escludendo panna, maionese, ragù, paste farcite, brodo di carne; oltre che evitare pepe, peperoncino e altre spezie in genere perché possono irritare la mucosa intestinale. In questa fase è preferibile scegliere piatti semplici, condire con olio di oliva al crudo e formaggio stagionato che non contiene lattosio, pesce e carne magra al vapore o alla griglia, pane tostato, fette biscottate, grissini o crackers evitando i prodotti integrali. Successivamente, quando la sintomatologia si attenua, si può riprendere e reintegrare piccole quantità di alimenti come le verdure (preferendo carote crude e zucchine bollite) e piccole porzioni di pasta, meglio non ancora integrale e patate lessate”. 

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